I magazzini automatici sono impianti di stoccaggio nei quali le
operazioni di deposito e prelievo vengono eseguite da un apposito
robot a guida computerizzata: il trasloelevatore.
Il trasloelevatore è una macchina a tre assi (effettua cioè
tre tipi di movimenti: traslazione nel corridoio, movimentazione
in altezza e deposito/prelievo dell’unità di carico)
che si muove all’interno degli scaffali - nel corridoio -
e viene guidata mediante rotaia.
La caratteristica che contraddistingue il corridoio rispetto a quello
dei magazzini tradizionali è la ridotta larghezza, praticamente
pari alla profondità dell’unità di carico. I
magazzini automatici possono essere realizzati, a seconda delle
esigenze di stoccaggio da soddisfare, con uno o più corridoi.
Nei casi a più corridoi la condizione più comune è
la presenza di un trasloelevatore per ogni corridoio; si realizzano
però anche impianti nei quali un solo trasloelevatore serve
più corridoi. Per ottenere ciò si utilizzano trasloelevatori
sterzanti (che tramite sistemi di scambi sulle rotaie sono in grado
di passare da un corridoio all’altro) o ponti di trasbordo
(navette in grado di trasportare il trasloelevatore da un corridoio
ad un altro). Sistemi di questo tipo si usano quando necessita una
grande capacità di stoccaggio per merci con indici di rotazione
non elevati.
In funzione delle prestazioni richieste, lo stoccaggio può
avvenire in semplice, doppia o multipla
profondità (si veda il collegamento più sotto
per i dettagli), ed il trasloelevatore può trasportare una
o più
unità di carico contemporaneamente.
Oltre a consentire lo stoccaggio con una elevatissima densità,
gli impianti automatizzati hanno il vantaggio di poter raggiungere
altezze
anche molto elevate, irraggiungibili con sistemi di stoccaggio
tradizionali. Salvo i vincoli urbanistici, si raggiungono senza
difficoltà altezze ben oltre i trenta metri.
Molti di questi impianti sono realizzati autoportanti,
cioè le scaffalature stesse sostengono le pareti laterali
ed il tetto. Ciò consente dei considerevoli risparmi perché
non vi è più la necessità di un edificio che
contenga il magazzino automatico, ma è il magazzino stesso
a divenire edificio.
A integrazione delle funzionalità di stoccaggio (scaffale
e trasloelevatore), il magazzino automatico viene completato da
un insieme
di convogliatori, che a seconda delle necessità possono
consentire di movimentare le merci da e verso i trasloelevatori,
di effettuare operazioni
di picking (sia manuale sia robotizzato), o di collegare
il magazzino automatico con le linee di produzione o ancora con
le baie
di carico del reparto spedizioni.